Da dove arrivano le extension di capelli veri?

Una coda tagliata di netto per essere venduta
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D: Continuo a vedere tantissima pubblicità di extension in capelli veri, con diverse celebrity che lanciano persino la propria linea di prodotti, per non parlare di tutti i brand presenti nei negozi specializzati e nei saloni di parrucchiere. Sembra esserci davvero un’enorme quantità di capelli umani sul mercato e mi chiedo da dove arrivino.
 
Sono capelli di uomini o di donne? Arrivano da persone adulte? Da dove prendono questi capelli le aziende e quanto pagano le persone per averli? La mia preoccupazione è che chi vive in condizioni di povertà possa essere sfruttato per la propria chioma.

 
R: L'origine dei capelli veri usati per le extension (così come per le parrucche e i toupet) dipende tantissimo dalla singola azienda, dalla linea di prodotti e dal paese di provenienza. L'India è uno dei principali mercati al mondo per la fornitura di capelli naturali di alta qualità, ma ci sono volumi enormi di capelli che entrano sul mercato anche da vari paesi del Sud-est asiatico, dell'Europa dell'Est e da altre regioni.
 
I capelli arrivano sia da uomini sia da donne, sia da persone adulte sia da ragazzi. Nel settore dell'hairstyling non esiste alcuna regola per cui i capelli debbano provenire esclusivamente da donne. Tuttavia, i capelli lunghi femminili restano nettamente preferiti per via delle richieste di mercato e delle lunghezze necessarie per le applicazioni in salone. I capelli maschili vengono raccolti frequentemente (soprattutto a seguito dei rituali religiosi di tonsura o rasatura del capo) e vengono impiegati spesso per la realizzazione di parrucche corte, protesi capillari, oppure miscelati per creare extension più economiche.
 

Metodi di raccolta in India

In India, i capelli vengono raccolti principalmente attraverso due modalità:
 
• Rasatura nei templi: Una delle fonti principali è la rasatura religiosa praticata nei templi induisti. I fedeli, sia uomini sia donne, si fanno rasare la testa spontaneamente come offerta votiva. Il tempio raccoglie la materia prima, la seleziona per lunghezza e qualità e la vende all'asta ai commercianti del settore. I fedeli non ricevono alcun compenso economico per questi capelli. Il tempio utilizza l'intero ricavato per finanziare la gestione della struttura, ospedali, mense gratuite e servizi sociali destinati alla comunità locale.
 
• Raccoglitori porta a porta: Raccoglitori indipendenti girano porta a porta nei villaggi rurali e nei quartieri urbani. Acquistano sia code e trecce appena tagliate, sia i capelli caduti naturalmente e recuperati dalle spazzole. Questi raccoglitori acquistano la materia prima anche direttamente dai saloni di parrucchiere e dai barbieri della zona.
 
Tempio induista
 

Classificazione di qualità e fascia di prezzo

Il compenso riconosciuto a una persona varia moltissimo in base alla lunghezza, al fusto, allo spessore e al metodo di raccolta (ovvero se i capelli sono stati tagliati di netto oppure recuperati dopo la caduta):
 
• Capelli Virgin Remy: Sono i capelli tagliati di netto e legati direttamente in una coda o treccia, mantenendo le cuticole integre e tutte orientate nella stessa direzione radice-punta. Rappresentano la tipologia di capello più pregiata, rara e di alto valore sul mercato dell'extensionismo professionale.
 
• Capelli Non-Remy o da spazzola: Si tratta di ciocche e capelli sfusi provenienti da spazzole o spazzati via dai pavimenti di fonti diverse. Poiché le cuticole si trovano disposte in direzioni opposte e disordinate, gli impianti di lavorazione devono sottoporre i capelli a bagni acidi per asportare completamente lo strato esterno della cuticola, evitando così che le ciocche si aggroviglino irrimediabilmente creando nodi indistricabili. Chi vende questo tipo di capello grezzo riceve compensi estremamente bassi.
 
Capelli da vendere
 

Rischio di sfruttamento ed etica della filiera

I dubbi sui diritti umani e sul rispetto dell'etica lungo la filiera produttiva sono più che giustificati:
 
• Rischi del commercio informale: Alcuni rami del commercio informale di capelli nelle regioni in via di sviluppo speculano su comunità vulnerabili che vivono in contesti di forte disagio economico. Trattandosi di una raccolta che spesso attraversa un mercato grigio e privo di regolamentazione, i singoli venditori (frequentemente donne appartenenti a famiglie a basso reddito) percepiscono solo un'infima frazione del valore finale al dettaglio del prodotto, mentre i mediatori e gli intermediari locali trattenono la quasi totalità del guadagno.
 
• Abusi documentati: Esistono report che documentano casi di persone costrette con la forza a cedere i propri capelli, furti di chiome e l'impiego di lavoro minorile nelle fasi di raccolta e cernita. Inoltre, la mancanza di trasparenza lungo la catena di approvvigionamento ha sollevato forti preoccupazioni riguardo al rischio di lavoro forzato all'interno dei centri di lavorazione regionali.
 
Chi desidera acquistare o applicare extension in modo etico e consapevole dovrebbe guardare ben oltre le semplici etichette commerciali come "100% Capelli Umani" o "100% Capelli Vergini". Tali diciture descrivono unicamente la tipologia di fibra/materia prima organica, ma non garantiscono in alcun modo che le persone coinvolte siano state trattate ed equamente retribuite. Per valutare se un brand operi in modo davvero etico, bisognerebbe porsi queste domande:
 
• Origine e tracciabilità: Da dove arrivano esattamente i capelli raccolti dall'azienda? Il brand è in grado di tracciare in modo trasparente l'intera filiera dal punto di origine fino al salone?
 
• Equo compenso: I capelli sono stati donati volontariamente o acquistati? Se sono stati acquistati, la persona che li ha ceduti ha ricevuto un prezzo equo e dignitoso, oppure il margine è stato del tutto prosciugato dagli intermediari?
 
• Audit indipendenti: Il brand si sottopone a controlli e audit indipendenti lungo la filiera per verificare e certificare l'assenza di lavoro minorile, lavoro forzato o pressioni indebite da parte dei mediatori locali?
 
La tua preoccupazione è del tutto fondata e dimostra una grande sensibilità, ma non esiste una risposta univoca per quanto riguarda la provenienza di tutte le extension di capelli veri. Il mercato globale è estremamente vasto e variegato: si va dalle offerte religiose spontanee alle filiere certificate Fair Trade, fino ad arrivare a canali informali e poco tracciabili in cui lo sfruttamento umano rappresenta tuttora un rischio concreto.
 
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